La spia rossa sul tasto SOS e il messaggio di chiamata d'emergenza guasta non vogliono dire centralina da buttare: quasi sempre il modulo si recupera e torna con la sua codifica, pronto da rimontare senza adattamenti da rifare. Ma la causa va trovata a banco, non indovinata.
Se ti riconosci in uno di questi, il modulo è quasi certamente recuperabile.
Il led rosso o giallo sul pulsante SOS in plafoniera resta acceso a quadro inserito. È il modo in cui il sistema dichiara di non essere in condizione di fare la chiamata.
«Chiamata di emergenza: guasto», «Sistema di chiamata d'emergenza non disponibile» o simili, all'avviamento o dopo qualche minuto di marcia.
In diagnosi la centralina non si presenta, oppure risponde ma con un errore permanente che non si lascia cancellare.
Lo cancelli con la diagnosi e riappare al riavvio successivo. È il segno che la causa è fisica e non un errore di passaggio.
La chiamata parte ma non si sente nulla, da una parte o dall'altra: il ramo audio dedicato all'emergenza è separato da quello della radio.
We Connect, Audi connect, Škoda Connect o SEAT Connect non si collegano più: sullo stesso modulo viaggia la connettività della vettura.
Il modulo è abbinato alla vettura. Cambiarlo vuol dire riadattarlo, e non sempre l'operazione riesce senza passare dalla casa madre: riparare l'originale salta il problema in partenza.
Volkswagen, Audi, Škoda, SEAT e Cupra dal 2018 in poi, quando la chiamata d'emergenza è diventata obbligatoria sulle vetture nuove immatricolate nell'Unione Europea. Comprese le elettriche della piattaforma MEB — ID.3, ID.4, ID.5, ID.7, ID. Buzz, Audi Q4 e-tron, Škoda Enyaq, Cupra Born — dove lo stesso modulo porta anche i servizi connessi.
Il codice ricambio è stampato sull'etichetta del modulo. Se ce lo mandi, confermiamo subito se rientra.
La chiamata d'emergenza è un dispositivo di sicurezza: serve a chiamare i soccorsi quando chi è a bordo non può farlo. Un errore attivo su quel sistema si ripara, non si cancella. Non facciamo interventi il cui unico scopo sia spegnere la spia lasciando il modulo guasto, e in fase di preventivo diciamo sempre cosa non funziona davvero.
La spia dice una cosa sola: il sistema ha dichiarato di non essere in condizione di fare la chiamata d'emergenza. Il perché cambia da caso a caso e dall'esterno non si distingue — si vede a banco. L'errore più comune è darlo per scontato: il difetto viene quasi sempre attribuito alla batteria tampone, che nel 90% dei casi non c'entra, e si finisce per cambiarla senza risolvere niente. Mandaci il messaggio che leggi sul cruscotto e partiamo da lì.
No, e non conviene provarci. È un errore statico: finché la causa resta, torna appena si riavvia la vettura. Cancellarlo senza riparare vuol dire solo spegnere la spia di un sistema di sicurezza che non funziona.
No. Le centraline usate non si possono installare: contengono i dati della eSIM alloggiata al loro interno, e la casa madre non ne approva il passaggio su un'altra vettura. Se il modulo va sostituito serve un pezzo nuovo — un motivo in più per far verificare prima se il tuo è recuperabile.
Sì: l'obiettivo dell'intervento è riportare il modulo in funzione, non quello di spegnere la spia. Prima di rispedirlo viene provato a banco, e l'assenza dell'errore si verifica in diagnosi a modulo rimontato.
Basta il modulo, e si spedisce. Se preferisci non smontarlo, si può fare tutto in sede a Francavilla Fontana (BR) o a Torino, su appuntamento.
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